Un’eroina borghese

13 NOV 08
Ultimo aggiornamento: 15:05 | 14 AGO 20
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Breve notiziola ai Tg serali, letta dai conduttori col tono favolistico delle pubblicità natalizie: un’anziana signora del nostro nord-est telefona alle scuole (pubbliche) della sua zona per individuare chi siano gli studenti più meritevoli e più bisognosi; e poi, dal momento che lei non ha figli o nipoti, provvede a suddividere tra loro l’eredità delle sue proprietà e dei suoi beni.Io credo che, se non si rivela una leggenda metropolitana, questo sia il segno che la speranza esiste. Innanzitutto perché la signora, con la sua strutturata e articolata decisione, ha dato un formidabile calcio nei coglioni alla corporation della carità; l’ente che da secoli intercetta lasciti e donazioni, che in parte usa per mettere in piedi strutture commercial-caritative.Strutture caratterizzate dal formidabile valore aggiunto di essere state (e di essere) irraggiungibili dal fisco; sia esso in assetto imperiale, reale o repubblicano.La stessa elusione, s’è sentito dire, di cui beneficiano le coop rosse; peones del settore che hanno fallito l’acquisizione della loro prima banca (ubi maior minor cessat).In secondo luogo perché la signora, con la sua superbia decisionale, mette a rischio il suo futuro eterno; ma evidentemente ella è convinta che nessun pregiudizio le potrà derivare dal fatto di non essersi rivolta alla rete dei concessionari ufficiali.Un grosso bacio sulla fronte rivoluzionaria di questa eroina borghese.